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Schio
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mwhgSchio (mwhwSchio in mwiavenetocite-ref-4[4]) è un mwjqcomune italiano di mwjg38 980 abitanticite-ref-template-divisione-amministrativa-abitanti-1-1[1] della mwkwprovincia di Vicenza in mwlaVeneto. Per numero di abitanti è il decimo comune della regione e il terzo della provincia, dopo il mwlqcapoluogo e mwlgBassano del Grappa.
Contents
• Storia
• Medioevo
• Simboli
• Altro
• Società
• Cultura
• Economia
• Sport
• Calcio
• Karate
• Ciclismo
• Note
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Geografia fisica
Schio è situato all'imboccatura della mwmgVal Leogra, nell'mwmwAlto vicentino, ed è attraversato da alcuni corsi d'acqua a carattere torrentizio: il mwnaLeogra, il mwnqTimonchio, il mwngLivergon presso Magrè e vari altri affluenti minori; il centro urbano è invece attraversato da un canale artificiale, la mwnwRoggia Maestra. Il centro abitato di Schio, posizionato a una quota altimetrica di 200mwoa m s.l.m., è attorniato da un anfiteatro montagnoso, che se da una parte ha sfavorito lo sviluppo di una cultura dedita al commercio, ha per contro reso possibile lo sviluppo di numerose attività, artigianali prima, industriali poi (specialmente dell'arte laniera), come mezzo di sostentamento. L'antica cultura rurale, comunque ancora presente in questa cittadina, è testimoniata soprattutto dalla presenza di molte contrade nei suoi colli e nelle sue montagne.
Il territorio è caratterizzato da una consistente presenza mineraria nel sottosuolo, sfruttata dall'uomo fin dall'antichità, che richiamò numerose popolazioni e favorendone l'insediamento. Queste popolazioni bonificarono il territorio e vi impiantarono numerose colture, dagli ortaggi alle granaglie, dalla frutta ai pascoli.
Il territorio comunale, compreso entro una fascia altimetrica che va dai 141mwow m s.l.m. ai 1694mwpa m s.l.m.cite-ref-5[5], può essere idealmente suddiviso in quattro ambienti principali:
• nei monti circostanti, oltre i mille metri si può notare una grande presenza di mwqwconifere, con mwrapini, mwrqabeti e mwrglarici. Sulla sommità del mwrwmonte Novegno sono presenti il pino mugo, genziane e numerose altre specie vegetali. Il mwsamonte Summano, che domina la città, viene considerato un patrimonio floristico unico in mwsqEuropa: vi si possono trovare circa 1000 specie di piante e fiori diversi e su questo piccolo monte è reperibile circa il 7,5% dell'intera flora europea, il 15% di quella italiana e più del 30% di quella veneta, a sua volta una delle più ricche d'Italia;
• nei luoghi di elevata umidità si possono trovare numerosi boschi di mwswfaggi;
• boschi di piante termofile sotto i 500 metri di quota, con arbusti e piante di piccole dimensioni.
Origini del nome
Il nome "Schio" deriva da mwugscledum, termine mwuwlatino mwvamedioevale, indicante una pianta della famiglia della mwvqquercia (gli "ischi", che è un termine volgare per indicare la quercia) o un luogo piantato a quercecite-ref-6[6].
Nome degli abitanti
Storia
Epoca antica
Le prime tracce della presenza dell'uomo in questo territorio risalgono all'epoca mwagpreistorica e vengono documentate da una vasta serie di reperti archeologici rinvenuti in zona.
Sebbene i Romani abbiano colonizzato la pianura veneta, la zona di Schio non fu sottoposta alla mwbacenturiazione, tranne che per una piccola porzione di territorio nei pressi di Giavenalecite-ref-autorivari-9-0[9], la loro presenza in zona è comunque documentata da numerosi reperti.
Medioevo
L'insediamento urbano si sviluppò a partire dall'XI secolo: il mwcwvicus di Schio si sviluppò in seguito alla bonifica del territorio, operata dai Benedettinicite-ref-10[10].
Il Comune nacque forse nel 1228cite-ref-11[11]. Risale certamente a questo periodo lo scavo della mwgqRoggia Maestra. Il periodo medioevale, da un punto di vista politico, fu caratterizzato dal susseguirsi di numerosi dominanti: Schio fu dei conti Maltraversi fino alla signoria di mwggEzzelino III da Romano (1236-1259), poi ancora dei Maltraversi e in seguito degli mwgwScrovegni e dei Lemicicite-ref-12[12].
Agli inizi del Trecento Schio passò sotto la dominazione mwiqscaligera (1311-1387): la zona di Schio divenne feudo dei mwigNogarola. Verso la metà del Trecento, durante la dominazione scaligera, Schio divenne sede di mwiwVicariato civile, che comprendeva nella sua giurisdizione amministrativa diversi paesi del territoriocite-ref-13[13]. Alla fine del Trecento in città fu instaurata la signoria di Giorgio Cavalli, appartenente a una nobile mwkqfamiglia veronesecite-ref-14[14].
Repubblica veneta (1406-1797)
Quando nel 1406 la famiglia Cavalli rinunciò al feudo Schio entrò a fare parte dei mwmaDomini di Terraferma della Serenissima Repubblica. Da allora Schio ebbe un vicario, eletto nel consiglio comunale di Vicenza.
Durante il lungo periodo di dominio della mwnwRepubblica di Venezia, Schio conobbe un grande sviluppo economico e sociale: la città diventò infatti, con il tempo, il principale luogo di produzione laniera della Serenissima, fino a ottenere nel 1701 il privilegio della produzione dei mwoapanni alti.
A partire dagli anni trenta del Settecento il settore laniero locale ebbe un eccezionale sviluppo, soprattutto grazie all'iniziativa imprenditoriale di mwogNicolò Tron, il quale introdusse le moderne tecniche di produzione, apprese in Inghilterra.
L'Ottocento
Dopo la caduta la Repubblica di Venezia a Schio si succedettero i domini francese (1797-1815) e austriaco (1815-1866). A quell'epoca l'economia scledense si basava principalmente sulla lavorazione della lana, ma durante questo periodo essa subì una stagnazione.
In seguito, quando mwrgAlessandro Rossi prese il controllo della fabbrica laniera del padre, complice il mutato clima economico, riuscì a farla divenire la mwrwmaggior azienda laniera italiana e favorì lo sviluppo, a Schio, di altri lanifici e di altre attività collaterali (produzione di mwsanavette, industria meccanica, eccetera).
Rossi non si limitò a fare prosperare le proprie industrie, ma diede un decisivo contributo allo sviluppo sociale e urbanistico di Schio.
Prima e seconda guerra mondiale
Schio, essendo fin dall'inizio nelle immediate retrovie del fronte del mwwwPasubio, era in prima linea; nel maggio del 1916 gli austriaci organizzarono una improvvisa offensiva, la mwxaStrafexpedition, ossia mwxqspedizione punitiva contro l'Italia, tentando di penetrare nella pianura sfondando il fronte vicentino.
Durante la mwzgseconda guerra mondiale, nel 1943, le forze tedesche misero sotto assedio la cittàcite-ref-18[18]. Nel 1945 le forze alleate diedero il via al bombardamento della Lanerossicite-ref-19[19]. A Schio si sviluppò un mw1wmovimento partigiano di una certa importanza, organizzato nelle formazioni "Ateo Garemi" e "Martiri della Val Leogra": le forze della Resistenza liberarono Schio il 29 aprile 1945.
Due mesi dopo la fine della guerra si verificò l'mw2qeccidio di Schiocite-ref-20[20], nel quale ex partigiani uccisero 54 persone custodite nel carcere cittadino.
Il secondo dopoguerra
Con il mw4aboom economico del secondo dopoguerra anche Schio fu interessata da un notevole incremento demografico; ne seguì l'espansione edilizia, spesso avvenuta in maniera caoticacite-ref-opuscolo-21-0[21]. Nel 1969 venne aggregato a Schio il comune di mw5qTrettocite-ref-tretto-22-0[22].
Simboli
I monumenti più rappresentativi di Schio sono il mw7aduomo di San Pietro, il mw7qcastello e l'mw7gOmocite-ref-schio-23-0[23]. Nel 2022 la città di Schio è stata intitolata al suo più illustre cittadino: Alessandro Rossicite-ref-24[24].
Stemma
Lo stemma di Schio è rintracciabile in alcuni documenti già dal 1520, anche se il primo riconoscimento ufficiale da parte di mw-qFerdinando I, mw-gimperatore d'Austria, risale al 19 settembre 1843. Nel 1817 il governo del mw-wRegno Lombardo-Veneto aveva concesso a Schio il titolo di mw-aCittà, confermato poi implicitamente nel decreto del 1870. Dopo che il Veneto fu unito all'Italia, nel 1867, venne richiesta al nuovo governo la conferma dello stemma; essa arrivò con decreto del Ministero dell'Interno del 29 agosto 1870, che include la mw-qblasonatura dello stemma:
«d'oro alla croce di rosso, cimato dalla corona propria della città cioè un cerchio di muro aperto di tre porte e due finestre, sostenente cinque torri merlate alla guelfa. Lo scudo, inoltre, sarà accostato da due rami di olivo fruttati al naturale, decussati sotto la punta e legati di rosso.»
Il decreto era accompagnato dal disegno ufficiale dello stemma, in cui apparivano però un ramo di ulivo e uno di quercia. Da qui nacque la controversia su quale fosse l'interpretazione corretta e, per molti anni, fu utilizzato quello con il ramo di quercia. In seguito, la Città ha deciso di porre fine alla questione, usando in maniera definitiva quello con i due rami di ulivocite-ref-25[25].
Onorificenze
Titolo di Città
—
Concessione dell'
Imperatore d'Austria
Francesco I
, 1817; riconfermato con D.M. 29 agosto 1870
Schio è tra le mwarucittà decorate al valor militare per la guerra di liberazione, insignita della medaglia d'argento al valor militare per i sacrifici delle sue popolazioni e per l'attività nella lotta partigiana durante la mwaryseconda guerra mondialecite-ref-0-26-1[26]:
Medaglia d'argento al valor militare
«Per l'immediata e coraggiosa resistenza opposta all'occupazione nazista da larga parte dei suoi cittadini, operanti in aiuto dei perseguitati, a sostegno o partecipi delle formazioni armate dislocate sui monti circonvicini, in opposizione nelle fabbriche contro soprusi e minacce, in una costante e lunga lotta alla quale la Città di Schio ha dato un alto tributo di sofferenze, di Caduti e di deportati nei campi di sterminio, per riaffermare i valori di libertà. Schio, 8 settembre 1943 - 29 aprile 1945»
—
12 maggio 1984, decreto del Ministro della Difesa n. ord. 6779
La città è inoltre insignita della Croce al merito di guerra concessa per i sacrifici patiti durante il primo conflitto mondiale del 1915-1918cite-ref-0-26-2[26]:
Croce al merito di guerra
—
28 marzo 1920, decreto del Ministro della Guerra n. 60597
Monumenti e luoghi d'interesse
Siti di archeologia industriale
• mwatmLanificio Rossi, fondato nel 1817, sotto la guida di mwatqAlessandro Rossi diventò la più grande industria tessile italiana
• mwatyFabbrica Alta, imponente stabilimento produttivo del lanificio Rossi del 1862, progettato da Auguste Vivroux
• mwatgLanificio Cazzola, industria sorta nel 1860 sulla scia dello sviluppo industriale impresso dal lanificio Rossi
• mwatoLanificio Conte, antico opificio del 1757, ampliato in più fasi durante l'Otto e Novecento
• Cementeria Italcementi, stabilimento industriale del primo Novecento attualmente in disuso e in stato di abbandono
• mwat0Fabbrica Saccardo, ubicata alle pendici del mwat4Tretto, negli stabilimenti della fine dell'Ottocento produceva accessori per l'industria tessile
• Filanda Bressan, presso la frazione di mwauaMagrè, vecchio stabilimento per la lavorazione della seta, con ciminiera in cotto
• mwauiNuovo quartiere operaio, grande mwaumvillaggio operaio ottocentesco posto a sud-ovest del centro storico scledense
• mwauuScuola convitto di orticoltura e pomologia, all'interno del quartiere operaio, edificio scolastico del 1884
• mwaucAsilo Rossi, del 1872 (e ampliato nel 1881) è il più antico tra gli edifici scolastici fondati da Alessandro Rossi
• mwaukCentrale idroelettrica Molino di Poleo, situata in una contrada in prossimità della frazione di Poleo, del 1889, è la più antica del Veneto
• mwauwVillino Rossi, raffinata residenza di uno dei figli di Alessandro Rossi, posta all'interno del quartiere operaio, è stato realizzato nel 1876 e ampliato nel 1896
Architetture religiose
• mwawsDuomo, dedicato a san Pietro e di antica fondazione, attualmente si presenta nelle forme mwawwneoclassiche conferitegli durante la ricostruzione sette-ottocentesca; sorge sulla sommità del colle Gorzone
• mwaw4Chiesa di San Francesco, costruita nella prima metà del Quattrocento dai mwaw8frati francescani
• mwaxeChiesa di Sant'Antonio, edificio in mwaxistile eclettico tardo ottocentesco progettato da Caregaro Negrin quale chiesa per gli abitanti del quartiere operaio
• mwaxqChiesa e convento di San Nicolò, sorge presso il colle detto "dei cappuccini"; semplice chiesa di antiche origini affidata ai mwaxufrati cappuccini nel 1536
• mwaxcChiesa di San Rocco, fondata nel XVI secolo, è stata rimaneggiata nel tardo Ottocento per diventare quinta paesaggistica per il sottostante giardino Jacquard
• mwaxkChiesa di San Giacomo, edificio quattrocentesco, oratorio della confraternita dei mwaxoBattuti; pesantemente rimaneggiato nei secoli XIX e XX
• mwaxwChiesa di San Martino, in località Aste; piccola e antica chiesa caratterizzata da un ciclo di affreschi del tardo Trecento/inizi Quattrocento e dal campanile mwax0romanico
• mwax8Chiesa della Sacra Famiglia, costruzione in stile neoclassico a pianta centrale, sormontata da una cupola, è stata costruita tra il 1850 e il 1901
• mwayeChiesetta di Santa Maria in Valle, minuscolo oratorio derivato dalla trasformazione cinquecentesca di un preesistente mwayicapitello votivo
• mwayqChiesa dell'Incoronata, piccola costruzione settecentesca in stile mwayubarocco/mwayyneoclassico
• mwaygChiesa della Santissima Trinità, edificio settecentesco; attorno alla chiesa si sviluppa il mwayksacrario militare cittadino, realizzato nel 1930, che raccoglie le spoglie di oltre 5000 caduti della mwayoprima guerra mondiale.
• mwaywChiesa dei Santi Leonzio e Carpoforo, parrocchiale della frazione di mway0Magrè. Costruzione ottocentesca in stile neoclassico
• mway8Chiesa di Santa Giustina, presso Giavenale; di origini antichissime, ricostruita nel 1581 quale cappella della vicina villa Dal Ferro
Architetture civili e militari
• mwabsTeatro civico, edificio del 1908 in mwabwstile liberty, progettato da mwab0Ferruccio Chemello
• mwab8Giardino e teatro Jacquard, complesso ottocentesco progettato da mwacaAntonio Caregaro Negrin e caratterizzato da un giardino mwaceromantico e alcuni edifici complementari
• mwacmOspedale Baratto, palazzo risalente almeno al 1611, ma probabilmente più antico, utilizzato come ospedale fino al 1807, successivamente come carcere, tribunale e attualmente come biblioteca civica
• mwacuCasa Busnelli, palazzina di antichissime origini, in passato sede dei vicari veneti
• mwaccCasa dei Canarini, palazzo in mwacgstile gotico rimaneggiato nell'Ottocento, caratterizzato dalle decorazioni pittoriche della facciata
• mwacoPalazzo Boschetti, di antica fondazione e dotato di un grande parco, si presenta oggi nelle forme date durante i restauri seicenteschi
• mwacwPalazzo Da Schio, costruzione in stile neoclassico del 1875 derivato dalla unificazione di varie palazzine di origine medievale di proprietà della famiglia da Schio
• mwac4Palazzo Fogazzaro, residenza del 1810 progettata da Carlo Barrera sullo mwac8stile di mwadaAndrea Palladio, sede del museo civico cittadino
• mwadiPalazzo Garbin, imponente edificio di fine Settecento utilizzato come sede municipale dal 1914
• mwadqPalazzo Maraschin Rossi, rimaneggiato nel 1877 da Antonio Caregaro Negrin in forme neoclassiche
• mwadyPalazzo Toaldi Capra, di origini antiche, ha forme mwadcrinascimentali; già sede del Monte di Pietà e del municipio
• mwadkVillino Panciera, elegante palazzina del 1862, opera di Antonio Caregaro Negrin
• mwadsVilla Dal Ferro, presso la frazione di Giavenale; mwadwvilla veneta del 1573 abitualmente attribuita a mwad0Vincenzo Scamozzi
• mwad8Villa Rosa Granotto, costruzione del tardo Seicento rimaneggiata nel XVIII secolo
• mwaeeVilla Folco, residenza tardo settecentesca
• mwaemAmbulatorio medico chirurgico, piccolo edificio loggiato tardo ottocentesco
• mwaeuCastello di Schio, mwaeyfortificazione smantellata nel 1412 e definitivamente distrutta nel 1514: gli unici resti sono la torre merlata e la mwaecchiesa sconsacrata di santa Maria della Neve
Altro
• mwagwL'Omo - Monumento al Tessitore, scultura in pietra, opera del 1879 di mwag0Giulio Monteverde
• mwag8Monumento ad Alessandro Rossi, scultura bronzea del 1902, altra opera di Monteverde
• mwaheMonumento ai fratelli Pasini, opera in bronzo di mwahiCarlo Lorenzetti, 1906
Società
Evoluzione demografica
Etnie e minoranze straniere
Al 31 dicembre 2022 gli stranieri presenti erano 4.705, pari al 12,59% della popolazione.cite-ref-29[29]
Cultura
L'elemento culturale probabilmente più importante di Schio è il mwaj0laboratorio della civiltà industriale. Esso propone ai visitatori la scoperta del vastissimo patrimonio di mwaj4archeologia industriale dell'area di Schio. La scoperta del patrimonio storico-artistico del territorio viene realizzata grazie alla possibilità di coinvolgere le persone interessate nell'osservazione diretta dell'ambiente storico locale. Il percorso guidato prevede inizialmente un momento introduttivo di presentazione di materiale audiovisivo e storico, cui segue la visita diretta per lo studio attivo del territorio storico cittadino, con possibilità di scelta tra i diversi itinerari specifici.
Il mwakamuseo civico Palazzo Fogazzaro, ubicato nell'mwakeomonimo palazzo e istituito nel gennaio 2021cite-ref-30[30], raccoglie collezioni permanenti e mostre temporanee; a partire dal 2024 sarà sottoposto a una importante opera di riorganizzazione degli spazi e allestimenti, di miglioria della fruibilità e visibilità.
Nel mwakcmuseo naturalistico entomologico "nel Regno delle Farfalle" sono esposte oltre diecimila farfalle, rappresentanti tutte le duecentocinquanta specie diurne conosciute in Italia. L'esposizione è suddivisa in ben quarantotto stazioni disposte a loro volta a formare cinque percorsi itineranti: temporale, ambientale, geografico, scientifico ed ecologico. Completano il percorso undici intervalli, dove sono esposti gli insetti amici e nemici delle farfalle, le farfalle della notte e le farfalle del mondo.
Il mwakkmuseo geomineralogico e del caolino raccoglie una collezione di mwakominerali del territorio, nazionali ed esteri e oggetti, attrezzi, documenti relativi all'industria estrattiva del mwakscaolino, caratteristica della zona del mwakwTretto.
Merita una menzione Il mondo del treno in miniatura, l'esposizione permanente allestita dal mwalmGruppo Fermodellisti Alto Vicentino presso alcune sale della "C.A.S.A.", la casa di riposo cittadina: un plastico di circa 100mwalq m² (uno dei più grandi d'Italia) curato in ogni dettaglio, con quattrocento metri di binari, scambi, passaggi a livello, gallerie, quattro stazioni ferroviarie, e naturalmente, moltissimi esemplari (circa un migliaio) di modelli di locomotive e vagonicite-ref-31[31].
La mwalobiblioteca civica Renato Bortoli ha sede presso l'antico Ospedale Baratto, in pieno centro cittadino. Fondata nel 1953, ha un patrimonio librario di circa 180.000 unità oltre che circa trecento periodici e una sezione bambini e ragazzi che conta circa 25.000 titoli. Custodisce inoltre archivi storici di interesse locale e nazionale.
Nell'aprile del 2013 si è inaugurato lo spazio espositivo mwalwa shed, nell'ex mwal0lanificio Conte, che si è affiancato al già preesistente sistema di poli espositivi del centro storico costituita da mwal4palazzo Toaldi Capra e mwal8palazzo Fogazzaro.
Istruzione
Il comune di Schio ha promosso la formazione del mwamyCampuSchiocite-ref-32[32], nato come piattaforma di servizi basati sul web (CampuSchio.net) ed evolutosi come progetto urbanistico di creazione di spazi comuni alle scuole superiori, localizzate nella stessa area della città. I lavori per la realizzazione, per un costo preventivato di sette milioni di euro, hanno subìto dei ritardi rispetto alla pianificazione previstacite-ref-33[33], iniziando di fatto solo nel 2016cite-ref-34[34]; il nuovo fabbricato è stato inauguarato nel dicembre 2018cite-ref-35[35]. Alla palazzina multiservizi dedicata agli studenti, denominata Faber Box, che include aule studio, sale conferenze, spazi per praticare il teatro e la musica, punto ristoro, spazi per lo svago e socializzazione, e che ospita anche gli uffici comunali mwancInformagiovani, si è affiancata la costruzione di una nuova grande palestra a servizio della cittadella studentesca, inaugurata nel marzo 2023cite-ref-36[36].
Scuole secondarie di secondo grado
• Liceo Scientifico Classico Linguistico "Tron-Zanella". Si trattava di due istituti divisi (Liceo Scientifico “N. Tron” e Liceo Classico e Linguistico “G. Zanella”) che si sono accorpati nell’anno scolastico 2019-2020.
• IIS Scienze umane e sociali "A. Martini"
• IIS Artistico "A. Martini"
• ITIS "S. De Pretto"
• ITCG "F.lli Pasini"
• IPSIA "G. B. Garbin"
• CFP "Salesiani Don Bosco"
Università
A Schio sono attivi, a cura dell'mwaocUniversità di Padova, i corsi di laurea in Scienze Infermieristiche e in Fisioterapia per l'Aulss 7 Pedemontanacite-ref-37[37]cite-ref-38[38].
Geografia antropica
Storicamente Schio, come indicato negli statuti comunali del 1393, era suddivisa in quattro quartieri (anticamente denominati anche "colmelli")cite-ref-39[39]cite-ref-40[40]: mwapoCastello o mwapsSarèo, (corrispondente alle attuali via Castello, Conte e Pasubio), mwapwOltreponte (oggi via Pasini), mwap0Porta di Sotto (le odierne vie Cavour, San Gaetano, Porta di Sotto) e mwap4Passuè (oggi via Mazzini, Fusinato, Carducci ovvero sia il quadrivio detto mwap8Corobbo). A queste si aggiungevano ulteriori quattro contrade ubicate fuori dal centro del borgo: Poleo, Piane, Giavenale e Leguzzano. Nei secoli, nonostante l'aumento della popolazione, il tessuto urbano rimase sostanzialmente invariato: la mappatura censuaria austriaca del 1840 prevedeva una suddivisione in cinque zone: mwaqaOltreponte (via Pasini), mwaqeSarèo (via Pasubio), mwaqiCorobbo (piazza Garibaldi e Rossi, via Cavour, Carducci, Baratto, Castello), mwaqmPorta di Sotto (vie Porta di Sotto, San Gaetano, Della Pozza) e mwaqqCodalunga (via Fusinato, Mazzini)cite-ref-41[41]. Tuttavia, seppur con lentezza, anche l'area urbana era in espansione; a ciò si deve la demolizione delle mwaqk"sbarre", avvenuta verso la fine del Settecento: per esempio nel 1766 venne demolita la sbarra del mwaqoCorobbo, nel 1770 quelle di mwaqsPorta di Sotto e di mwaqwSareocite-ref-42[42].
Il primo grande sviluppo del centro cittadino si registrò nella seconda metà dell'Ottocento, come conseguenza dell'industrializzazione dell'area: venne realizzato il mwariquartiere operaio che andò a raddoppiare come superficie l'estensione urbana di Schiocite-ref-43[43]. Durante il periodo fascista venne realizzato il mwarcVillaggio Pasubio. Al comune di Schio vennero inoltre aggregati i comuni di mwargMagrè nel 1928 e di mwarkTretto nel 1969.
Lo sviluppo dei quartieri periferici odierni ha avuto luogo nel secondo dopoguerra: Sacro Cuore di Gesù (la parrocchia risale al 1958), Santa Croce (la parrocchia è stata istituita nel 1963), Santissima Trinità (la parrocchia è stata costituita nel 1970)cite-ref-cdrom-44-0[44].
Attualmente Schio è suddivisa in sette Consigli di Quartiere ognuno dei quali comprende mwasaquartieri, zone e mwasefrazioni contigue o comunque omogenee tra loro. I Consigli di Quartiere hanno esclusivamente potere rappresentativo, propositivo e partecipativo e non sostituisce in alcun modo le attività svolte dalle strutture comunalicite-ref-45[45].
• Quartiere 1: Centro - mwasgA. Rossi
• Quartiere 2: Stadio - Poleo - Aste - S. Martino
• Quartiere 3: Santissima Trinità - Piane - Ressecco
• Quartiere 4: mwaswMagrè - Monte Magrè - Liviera - Ca' Trenta
• Quartiere 5: Giavenale
• Quartiere 6: mwas8Tretto
• Quartiere 7: Santa Croce
Economia
In passato sorsero poche grandi imprese, che catalizzarono le attività e l'economia non solo della città ma anche di tutto il territorio circostante (per esempio la mwatmLanerossi diede lavoro a generazioni di vicentini). In epoche più recenti sono proliferate aziende di piccole e medie dimensioni, aziende famigliari e artigiane sparse in tutto il vasto territorio di cui Schio è a capo.
I settori economici trainanti restano sicuramente l'mwatuindustria e l'mwatyartigianato, in particolare l'industria metalmeccanica, laniera, alimentare, dolciaria e delle confezioni oltre ad alcune prestigiose presenze (anche se numericamente meno rilevanti) legate all'industria farmaceutica, dei marmi, calzature e altro. Negli ultimi anni l'industria tessile ha attraversato una grave crisi che ha comportato la perdita di migliaia di posti di lavoro. Invece è sempre diffusa e rinomata la produzione artigianale di ceramiche e porcellanecite-ref-aci-46-0[46].
Schio, città dalla forte vocazione imprenditoriale, possiede una vasta zona industriale ai margini del centro abitato (circa 4 milioni di metri quadrati complessivi), creata alla fine degli anni sessanta e poi espansa nei decenni fino alla conformazione attuale, fondendosi di fatto con le attigue e più piccole zone industriali di mwatwSantorso e mwat0Zanè. Tradizionalmente viene suddivisa in tre parti: l'area degli stabilimenti Lanerossi, la prima zona adibita a uso industriale nel 1967; la "Zona Industriale 1", caratterizzate dalla nomenclatura delle strade con i nomi delle Regioni italiane; la "Zona Industriale 2" con la viabilità riportante i nomi dei laghi italiani, e di qualche capitano d'industria locale. La "Zona Industriale 2" ospita l'impianto di mwat4termovalorizzazione dei rifiuti per il bacino dell'mwat8Alto vicentino. Dagli anni novanta la zona industriale ha progressivamente lasciato spazio anche alle attività legate al mwauaterziario a discapito di quelle manifatturiere, che restano comunque numerose.
Attualmente è ulteriormente diminuita l'importanza dell'mwauiagricoltura nel territorio, anche se è notevolmente aumentata la qualità dei prodotti e la meccanizzazione del settore. Il mwaumturismo invece sta dimostrando un notevole sviluppo, grazie alla presenza di realtà di grande interesse naturalistico e ambientale, essendo Schio immersa in un ambiente artistico, religioso, culturale, naturalistico e paesaggistico di grande pregio.
Le numerose attività economiche fanno di Schio un comune ricco, si attesta infatti tra i primi cento comuni veneti (in dettaglio alla sessantunesima posizione) per reddito medio pro-capite prendendo come riferimento i dati del 2021, con 24.800 euro di reddito medio complessivocite-ref-47[47], valori confermati anche nel 2023cite-ref-48[48].
Infrastrutture e trasporti
Schio è servita dalla linea ferroviaria mwau8Schio-Vicenza a binario unico non elettrificata, frequentata soprattutto da studenti e pendolari. La mwavastazione è in Via Baccarini.
Il collegamento alla rete autostradale è garantito dal casello Thiene-Schio dell'mwaviAutostrada A31 (Valdastico).
Il centro abitato è attraversato dalla ex strada statale S.P.46 "del Pasubio" che collega mwavqVicenza a mwavuRovereto. Da Schio prende il via inoltre la ex statale S.P.350 "di mwavyFolgaria e Val d'Astico". La logistica dei trasporti all'interno della città e tra Schio e le città confinanti è in continuo sviluppo, da ricordare l'apertura del mwavcTraforo Schio-Valdagno, a pedaggio, lungo 4690 metri e scavato sotto il monte Zovo, traforo nato appunto per collegare queste due città legate da intensi scambi commerciali.
Il servizio di trasporto extraurbano è gestito dalla mwavkSVT e mette in collegamento Schio al capoluogo e a tutti i principali centri della provincia. Il servizio di trasporto urbano, svolto dalla società La Linea, è strutturato in quattro linee che mettono in collegamento il centro della città, con la zona industriale, i quartieri periferici e con alcuni comuni limitrofi (mwavoSantorso, mwavsMarano Vicentino e mwavwTorrebelvicino).
La rete di mwav4piste ciclabili è ben sviluppata e in continua espansione.
Amministrazione
Sindaci nominati dal CLN
| Periodo | Periodo | Primo cittadino | Partito | Carica | Note |
|---|---|---|---|---|---|
| 1945 | 1946 | Domenico Baron | Partito Comunista Italiano | Sindaco | |
Sindaci dal 1946
| Nominativo | Nominativo | Partito / Coalizione | Periodo | Elezione |
|---|---|---|---|---|
| Sindaci eletti dal Consiglio comunale (1946-1995) | Sindaci eletti dal Consiglio comunale (1946-1995) | Sindaci eletti dal Consiglio comunale (1946-1995) | Sindaci eletti dal Consiglio comunale (1946-1995) | Sindaci eletti dal Consiglio comunale (1946-1995) |
| | Vincenzo Bonato | Democrazia Cristiana | 1946 | 1946 |
| | Romano Tommasi | Democrazia Cristiana | 1946-1953 | (1946) |
| | Romano Tommasi | Democrazia Cristiana | 1946-1953 | 1951 |
| | Erminio Sartori | Democrazia Cristiana | 1953-1957 | (1951) |
| | Erminio Sartori | Democrazia Cristiana | 1953-1957 | 1956 |
| | Carlo Gramola | Democrazia Cristiana | 1957-1970 | (1956) |
| | Carlo Gramola | Democrazia Cristiana | 1957-1970 | 1960 |
| | Carlo Gramola | Democrazia Cristiana | 1957-1970 | 1964 |
| | Remo Grendene | Democrazia Cristiana | 1970-1973 | 1970 |
| | Leonardo Beggio | Democrazia Cristiana | 1973-1975 | (1970) |
| | Giovanni Maria Bertollo | Democrazia Cristiana | 1975-1981 | 1975 |
| | Giovanni Maria Bertollo | Democrazia Cristiana | 1975-1981 | 1980 |
| | Eugenio Rossetto | Democrazia Cristiana | 1981-1987 | (1980) |
| | Eugenio Rossetto | Democrazia Cristiana | 1981-1987 | 1985 |
| | Giuseppe Berlato Sella | Democrazia Cristiana | 1987-1995 | (1985) |
| | Giuseppe Berlato Sella | Democrazia Cristiana | 1987-1995 | 1990 |
| Sindaci eletti direttamente dai cittadini (dal 1995) | Sindaci eletti direttamente dai cittadini (dal 1995) | Sindaci eletti direttamente dai cittadini (dal 1995) | Sindaci eletti direttamente dai cittadini (dal 1995) | Sindaci eletti direttamente dai cittadini (dal 1995) |
| | Giuseppe Berlato Sella | Centro-sinistra | 1995-2004 | 1995 |
| | Giuseppe Berlato Sella | Centro-sinistra | 1995-2004 | 1999 |
| | Luigi Dalla Via | Centro-sinistra | 2004-2014 | 2004 |
| | Luigi Dalla Via | Centro-sinistra | 2004-2014 | 2009 |
| | Valter Orsi | Liste civiche | 2014-2024 | 2014 |
| | Valter Orsi | Liste civiche | 2014-2024 | 2019 |
| | Cristina Marigo | Liste civiche | 2024- in carica | 2024 |
Gemellaggi
Altre informazioni amministrative
La circoscrizione territoriale ha subito le seguenti modifiche: nel 1928 aggregazione di territori del soppresso comune di mwa9yMagrè Vicentino e nel 1969 aggregazione di territori del soppresso comune di mwa9cTrettocite-ref-tretto-22-1[22]cite-ref-51[51].
Sport
(da sviluppare)
Ginnastica artistica
La più antica associazione sportiva scledense è la Fortitudo, fondata nel 1875. Il nome "Fortitudo" fu attribuito alla società a partire dal 1906. Fino al 1900 la società comprendeva discipline quali il mwa-mciclismo, il mwa-qcalcio e l'mwa-ualpinismo; fino al 1902 comprendeva anche la scherma, e successivamente solo la ginnastica maschile: dopo la fine della seconda guerra mondiale venne creata anche una sezione femminile. La prima sede occupata dalla costituzione della società fino agli anni quaranta fu la chiesetta sconsacrata della Madonna della Neve, comunemente chiamata il mwa-ycastello; successivamente fu utilizzata la palestra delle scuole Marconi fino al 1987 quando la società si trasferì nell'attuale sede nel mwa-cPalazzetto dello Sport in località Campagnola.
Pallacanestro
La squadra cittadina di mwa-obasket femminile, il mwa-sFamila Schio milita nella serie A1 del campionato nazionale e è attualmente la squadra più titolata d'Italia nella pallacanestro femminile, con 14 scudetti: si è laureata campione nelle stagioni 2004-2005, 2005-2006, 2007-2008, 2010-2011, 2012-2013, 2013-2014, 2014-2015, 2015-2016, 2017-2018, 2018-2019, 2021-2022, 2022-2023, 2024-2025 e 2025-2026; ha vinto sedici volte la Coppa Italia, tredici volte la Supercoppa Italiana, due Coppe Ronchetti (2001, 2002) e l'EuroCup (2008). Gioca al mwa-wPalasport Livio Romare. Da ricordare che nelle file del Famila dal 2003 al 2005 ha giocato la cestista scledense mwa-0Nicoletta Caselin medaglia d'argento al mwa-4Campionato Europeo 1995.
Calcio
La principale squadra di calcio della città, lo mwa-eSchio Calcio 1905 A.S.D., in passato ha partecipato anche a due campionati di massima serie (nelle stagioni mwa-i1920-21 e mwa-m1921-22 (FIGC)) e a qualche campionato di mwa-qSerie C. La società si è sciolta e fusa con altre società del circondario nel 2012 dando origine alla A.C. Schio Torre Valli, salvo poi ridiventare Calcio Schio, la quale nella mwa-ustagione 2023-2024 milita in mwa-yEccellenza.cite-ref-52[52] Tra le altre squadre calcistiche cittadine spiccano il Poleo Aste, la P.G.S. Concordia, il Sanvitocatrenta, l'A.C. Giavenale altalenanti tra i campionati di 1ª e 3ª categoria.
Pallavolo
Da segnalare anche che la squadra di pallavolo maschile dello Schio, che ha militato in Serie A1 dalla stagione mwbai1992-93 fino alla stagione mwbam1995-96, raggiungendo un quarto posto nella finale di Coppa Italia 1993 giocata a Napoli e un Italian Open nella stagione 1994-95. La stagione 1995-96 doveva essere l'anno della consacrazione, ma inaspettatamente la squadra retrocesse in Serie A2. Dopo avere ceduto i diritti sportivi, la società scledense milita nelle serie minori.
Pattinaggio artistico
A Schio c'è inoltre una forte squadra di pattinaggio artistico, il GPS. Nel marzo del 2005 una formazione di dodici ragazze, il Metropolis, ha partecipato e vinto la medaglia d'oro ai campionati nazionali tenutasi a Reggio Emilia aggiudicandosi il titolo di campionesse italiane; lo stesso anno ha pertanto partecipato ai campionati europei in Danimarca.
Karate
A Schio è presente dal 1981 la scuola Bushido Karate Club del maestro Daniela De Pretto, già atleta di spicco del panorama nazionale e internazionale, ora eccellente DT della società; da segnalare tra i numerosi titoli conquistati dalla società scledense: nel 2009, il titolo di Campione del Mondo (del circuito WUKO, World Union of Karate-do Organization) dell'atleta Francesco Dellai con la nazionale FESIK in Messico (Kata); nel 2010, i titoli tricolore di kumitè ippon con Longo Luca, di kata a squadre (Buraglio, Buzzolan, Dellai), nonché il primo posto di Francesco Dellai, il secondo posto a squadre (Buraglio, Buzzolan, Dellai) e il primo posto a squadre nella cat. cadetti (Catania, Bortoloso, Martini) alla WUKO World Cup for Clubs.
Ciclismo
La società Veloce Club Schio 1902 vanta una lunga tradizione a livello provinciale e regionale.
Il 29 maggio 1998 la 13ª tappa del mwbasGiro d'Italia 1998 si è conclusa a Schio con la vittoria di mwbawMichele Bartoli del team Asics.
Impianti sportivi
I principali impianti sportivi di Schio sonocite-ref-53[53]:
• Stadio di calcio "De Rigo"
• mwbbgPalasport "Romare"
• Campo da rugby "Mandela"
• Centro natatorio "Campagnola"
Note
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Voci correlate
• mwbduDa Schio (famiglia)
• mwbdcLanificio Rossi
• mwbdkPandoli di Schio
• mwbd8Storia di Schio
• mwbeeVal Leogra
• mwbemAlto vicentino
Altri progetti
Altri progetti
• Wikimedia Commons
• Wikivoyage
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• Wikivoyage contiene informazioni turistiche su Schio
Collegamenti esterni
• Sito ufficiale, su comune.schio.vi.it.
• citereftreccani-itSchio, su Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
• citerefenciclopedia-italianaElio Migliorini e Gino Fogolari, SCHIO, in Enciclopedia Italiana, vol. 31, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1936.
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